Microfiltrazione vs osmosi inversa: quale sistema di purificazione dell’acqua scegliere?

E’ arrivato il momento di far entrare a casa propria un sistema di purificazione dell’acqua. Ottima idea, sia per risparmiare – e tanto – sia per non inquinare il nostro prezioso Pianeta. La domanda classica, arrivati a questo punto, è una: cosa scelgo tra microfiltrazione e osmosi inversa? Per orientarsi nel migliore dei modi, è opportuno fare un po’ di chiarezza ed esplorare quali siano le caratteristiche delle due opzioni.

Quali sono le differenze tecniche?

La microfiltrazione funziona attraverso un processo molto semplice. L’acqua passa attraverso un filtro (o dei filtri) con microscopici fori. Questi minuscoli buchini consentono il passaggio dell’acqua, ma escludono quello di particelle ed eventuali altri elementi sospesi nell’acqua. Indipendentemente dal fatto che queste particelle siano di natura organica o inorganica, se i contaminanti sono più grandi dei forellini i sistemi di microfiltrazione li tratterranno e non li faranno passare attraverso il filtro stesso.
L’osmosi è diversa: in natura è un processo mediante il quale le molecole passano attraverso una membrana da un’area di concentrazione inferiore a un’area di concentrazione maggiore. L’osmosi inversa è il medesimo processo, ma nella direzione opposta. In questo caso, la diffusione avviene attraverso una membrana da un’area ad alta concentrazione a un’area a bassa concentrazione. L’acqua con una maggiore concentrazione di contaminanti e solidi disciolti si diffonde attraverso una membrana semipermeabile in un’area con meno contaminanti e sedimenti disciolti. La membrana presente nei purificatori a osmosi inversa impedisce il passaggio di oltre il 99% delle particelle estranee, comprese le più piccole.

Nella pratica, cosa cambia?

Per capire ancora meglio, vediamo cosa può – o non può – fare ognuno dei due sistemi, sfatando anche qualche falso mito.
Attraverso la microfiltrazione vengono eliminati sedimenti, eventuali odori e sapori, e il cloro utilizzato negli acquedotti e che inevitabilmente arriva nelle nostre tubature. L’acqua così prodotta avrà lo stesso residuo fisso dell’acqua in entrata: ciò significa che facendo bollire l’acqua in un pentolino, all’evaporazione si troverà comunque la patina di calcare. Questo fenomeno invece non accade con un impianto ad osmosi.
La membrana dei sistemi a osmosi inversa, invece, fa passare esclusivamente l’acqua e una bassa quantità di sali minerali. Tale processo consente di produrre a casa propria un’acqua senza inquinanti e leggera, lievemente mineralizzata, al pari delle migliori acque in bottiglia. Se fino a qualche anno fa si riteneva che l’acqua trattata con un impianto a osmosi inversa fosse del tutto simile a quella distillata (cioè priva di sali minerali), oggi non è più così: le attuali membrane ad osmosi sono selettive e permettono di produrre acqua leggera, ma non distillata. Ancora, i più moderni sistemi ad osmosi hanno un post-filtro remineralizzatore che reimmette sali minerali in quantità corretta, come calcio e magnesio.

Qual è il verdetto?

Come per la maggior parte delle domande, la risposta su quale soluzione sia migliore è soggettiva. Dipende da tante variabili: quale grado di purezza dell’acqua si vuole ottenere, quali sono le caratteristiche dell’acquedotto della propria città, che budget si vuole investire e via dicendo. Però, è vero e univoco il fatto che con entrambi i sistemi l’acqua da bere – ma anche per cucinare, lavare gli alimenti o preparare le bevande preferite – sarà sicuramente più pura di quella che sgorga dal rubinetto. Ed è altrettanto vero che optando per uno qualsiasi dei sistemi oggi a disposizione si produrranno infinitamente meno rifiuti in plastica, con un deciso beneficio per quanto riguarda l’impatto ambientale. In sintesi, ogni scelta va parametrata sulle proprie esigenze: ecco perchè è importante informarsi il più possibile sulla materia acqua!

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Installare un depuratore d’acqua: 6 consigli per scegliere l’azienda a cui affidarsi

Sono tantissimi, e il numero è costantemente in crescita, gli italiani che decidono di installare a casa propria un purificatore d’acqua. I sistemi a disposizione per il trattamento dell’acqua del rubinetto sono molteplici, così come sono numerosi i benefici di questa scelta: ci si garantisce un’acqua perfetta, ci si prende cura della propria salute e di quella dei propri cari, i piatti cucinati e le bevande preparate home made hanno un sapore migliore e si tutela l’ambiente, evitando l’acquisto di bottiglie di plastica inquinanti. E, nel breve periodo, si ammortizza l’investimento e si inizia a risparmiare sull’acquisto di pesanti e ingombranti casse d’acqua. Fin qui, tutti d’accordo: ma come si fa a individuare l’azienda a cui affidarsi per far installare un purificatore a casa propria? Quali sono gli step per non sbagliare? Ecco 6 facili consigli per scegliere i prodotti e l’azienda più giusti per noi.

#1 Lunga storia

Innanzitutto, è importante scegliere un’azienda storica, presente sul mercato da diverso tempo e con una solida specializzazione nel settore. Oggi, proprio perchè il tema dell’acqua pura è sempre più condiviso, esiste un grande numero di piccole aziende che nascono e muoiono in poco tempo, non garantendo assistenza nel corso degli anni. Inoltre affidarsi a una realtà consolidata e conosciuta evita di incappare in spiacevoli truffe. Anche controllare le recensioni on line lasciate dai clienti consente di farsi un’opinione delle diverse aziende attive nel settore.

#2 Il valore del Made in Italy

Il Made in Italy è sinonimo di qualità, in tutti gli ambiti. Ecco perchè è consigliabile optare per un’azienda italiana, che conosca alla perfezione normative, impianti e situazione degli acquedotti del nostro Paese. Inoltre in caso di necessità di assistenza, questa sarà sicuramente più veloce e in grado di fornire tempestivamente eventuali ricambi, a maggior ragione se opera nella propria zona di residenza.

#3 Ampia scelta di prodotti e soluzioni

Le esigenze legate al trattamento dell’acqua domestica sono differenti per ognuno di noi. Ecco perchè è importante prediligere aziende che producono e commercializzano diversi modelli di depuratori. In questo modo, si avrà la certezza di trovare la soluzione che fa al caso proprio in fatto di performance, costi, ingombro, caratteristiche.

#4 Le certificazioni sono necessarie   

Molto più che presentazioni entusiastiche e promesse irraggiungibili, contano i fatti e la sicurezza: prima di acquistare qualsiasi prodotto occorre verificare che risponda alle normative europee e che possieda tutte le certificazioni previste. Richiedere tali garanzie, che sono una conferma della serietà dell’azienda,  è un diritto del consumatore.

#5 Il prezzo non è tutto   

E’ vero che ognuno di noi punta ad ottenere il massimo spendendo il meno possibile, ma è altrettanto vero che a prodotti più economici quasi sempre corrisponde una qualità minore. Ecco perchè è meglio non fidarsi del prezzo più basso: meglio un investimento iniziale un po’ più “consistente”, ma che assicuri un ottimo funzionamento e vari servizi nel tempo, piuttosto che un acquisto low cost dalla vita altrettanto breve.

#6 Sopralluogo e assistenza

 Probabilmente il test più importante per individuare un’azienda seria è accertarsi che faccia un sopralluogo prima di vendere un purificatore d’acqua. Non tutti gli impianti, infatti, sono installabili ovunque e pertanto le aziende che effettuano un sopralluogo gratuito sono in grado di stabilire la fattibilità di installazione e determinare quale impianto risponda meglio alle esigenze di ogni singolo utente. Le realtà qualificate, inoltre, garantiscono anche un programma di manutenzione periodico affinché il purificatore possa sempre operare al meglio. L’attenzione al cliente, addirittura prima ancora che diventi cliente, è il più importante biglietto da visita delle aziende serie.

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Depuratore d’acqua, quali sono i vantaggi nell’installarlo a casa?

Per le famiglie italiane è sempre più importante, giustamente, fare scelte consapevoli: sia che si tratti della propria salute sia dell’ambiente. E l’acqua, inevitabilmente, è uno dei temi più dibattuti. Perchè è vero che nel nostro Paese l’acqua della rete pubblica è controllata, generalmente buona e sempre disponibile, ma è altrettanto vero che esistono delle criticità che spingono i consumatori ad acquistare acqua imbottigliata. La prima ragione è essenzialmente il gusto poco gradevole – spesso legato alla presenza di cloro, necessario per la disinfezione – dell’acqua che sgorga dal rubinetto. Forse non tutti sanno che questo – il gusto e l’odore non piacevoli – è un problema facilmente risolvibile: basta installare un depuratore d’acqua a casa propria, in cucina. Ma non è l’unico vantaggio: vediamo quali sono i numerosi benefici nello scegliere un impianto domestico di depurazione dell’acqua.

#1 Acqua pura in quantità direttamente dal rubinetto di casa

La prima funzione di un depuratore d’acqua è quella di eliminare da ciò che beviamo le eventuali sostanze inquinanti. E installando un purificatore a casa si avrà questa certezza, a tutto vantaggio della salute di tutta la famiglia. Insomma, acqua pura in quantità, sempre, senza dover acquistare costose, ingombranti (e inquinanti) bottiglie di plastica. Tra l’altro i moderni apparecchi di depurazione hanno dimensioni compatte e si collocano comodamente sotto il lavello della cucina.

#2 Gusto perfetto 

L’acqua depurata è l’ideale per bere, cucinare, lavare frutta e verdura, preparare tè, caffè e tisane. Proprio perchè sgorga dal rubinetto libera da tutte le sostanze sgradite,  ogni pietanza avrà il sapore originale e sarà molto più gustosa. Va infatti ricordato che l’acqua degli acquedotti italiani è assolutamente potabile, ma le leggi consentono comunque la presenza di piccole quantità di inquinanti, di cloro e di calcare, che possono alterare gusto e odore dell’acqua. Installando un depuratore, si elimina completamente questo problema.

#3 Come quella di montagna

Particolarmente adatta a bambini e anziani, l’acqua trattata con un depuratore ha le stesse caratteristiche di quella d’alta montagna, sia per la composizione, sia per la leggerezza sia per la bontà. In questo modo, si migliora sensibilmente la propria qualità di vita e quella di tutta la famiglia: chi ha già fatto questa scelta, non tornerebbe mai indietro, anche per la comodità di avere sempre a disposizione un’acqua perfetta.

#4  Mai più calcare

Basta fare un semplice esperimento casalingo per scoprire quanto calcare c’è nelle nostre tubature: è sufficiente mettere a bollire un pentolino d’acqua della rete e un secondo pentolino con acqua depurata. Dopo che l’acqua avrà raggiunto il punto di ebollizione, si scoprirà che il pentolino contenente acqua “normale” sarà rivestito da una patina bianca, il calcare, mentre quello con l’acqua depurata sarà rimasto perfettamente lucido. Un depuratore d’acqua domestico eviterà di assumere un eccesso di calcare e sarà anche molto utile non solo per la preparazione dei piatti e delle bevande preferiti, ma anche per produrre l’acqua necessaria al ferro da stiro.

#5 Liscia o gassata? Comunque plastic free

Perchè scegliere fra liscia e gassata? I depuratori d’acqua possono anche produrre acqua addizionata di anidride carbonica, facendo felici i fan delle bollicine. E addirittura erogare, oltre all’acqua frizzante, anche quella fredda. In ogni caso, qualunque siano i propri gusti, non ci sarà più bisogno di acquistare acqua in bottiglia. E l’ambiente ringrazia.

#6 Una scelta strategica

Decidere di installare un depuratore d’acqua a casa propria è una scelta intelligente non solo per la propria salute, ma anche per il portafoglio. L’investimento iniziale – peraltro sul mercato esistono modelli adatti a ogni esigenza e budget – si ripaga in pochissimo tempo, poichè non ci sarà più l’esigenza di acquistare acqua confezionata.

 

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A cosa servono le lampade UV per la sterilizzazione dell’acqua?

Oggi esistono alcuni modelli di depuratori d’acqua che, oltre a trattare l’acqua del rubinetto per renderla pura e leggera, la sterilizzano anche con un’apposita lampada a raggi UV. In particolare, i purificatori a osmosi inversa, che “lavano” l’acqua in maniera completamente naturale e senza l’utilizzo di composti chimici, sono sempre più spesso dotati di questo dispositivo che assicura un grado di igiene totale. In particolare, la sterilizzazione attraverso i raggi UV rende l’acqua ancora più sana e prolunga il ciclo di vita di quella che è già stata trattata. Diversi modelli, infatti, prevedono a orari fissi una sterilizzazione ripetuta dell’acqua prodotta con lampada a raggi UV.

Acqua priva di ogni microorganismo

Gli sterilizzatori UV sono altamente efficienti nell’eliminare completamente l’eventuale inquinamento microbiologico nell’acqua, annientando tutti i batteri e i microrganismi “cattivi”. Tuttavia, affinché avvenga una corretta disinfezione, deve esserci una quantità sufficiente di esposizione ai raggi ultravioletti, che viene assicurata dalla tecnologia di cui sono dotati i depuratori più moderni. La sterilizzazione attraverso i raggi UV è senza dubbio l’opzione migliore per la disinfezione completa dell’acqua per uso alimentare e per tutte le applicazioni in cui è richiesta acqua priva di microbi, sicura e pura. Inoltre, è fondamentale in tutti i casi in cui esiste la possibilità che l’acqua venga contaminata prima che raggiunga il rubinetto della cucina. Certo, nel nostro Paese sappiamo che quasi ovunque l’acqua pubblica è potabile e controllata: ma non sono rare le situazione che richiedono delle accortezze in più per eliminare totalmente qualsiasi agente patogeno.

Come funziona la lampada a raggi UV?

I raggi ultravioletti emessi dagli sterilizzatori UV agiscono sugli agenti patogeni uccidendo il loro DNA, impedendo a questi microorganismi di essere attivi e di riprodursi. C’è una probabilità prossima allo zero che che qualsiasi organismo possa sopravvivere agli effetti di uno sterilizzatore a raggi ultravioletti,  ovviamente se utilizzata con le frequenze, i tempi e le modalità corrette. In ogni caso, tutte le volte che ci sia il dubbio che l’acqua che sgorga dai rubinetti di casa possa essere contaminata da batteri, il processo UV è considerato l’opzione migliore per la totale disinfezione.

Quali sono i vantaggi degli sterilizzatori UV

Scegliere un depuratore d’acqua dotato di lampada sterilizzatrice ha numerosi vantaggi. Eccoli:

Efficienza: tutti i microorganismi, come i batteri, vengono eliminati da uno sterilizzatore a raggi ultravioletti

Sicurezza: il sistema è privo di sostanze chimiche, quindi non ci sono rischi né per le persone né per l’ambiente

Rispetto dell’ambiente: durante il processo di sterilizzazione non vengono utilizzati né prodotti composti nocivi

Convenienza: con un unico dispositivo – purificatore e sterilizzatore – si ha la certezza di avere un’acqua microbiologicamente purissima

Velocità: il processo si sterilizzazione con raggi UV si attiva istantaneamente, non appena i raggi entrano in contatto con un microorganismo.

 

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Acqua dolce o dura, qual è la migliore da bere?

Essere costantemente idratati è un vero toccasana per la salute. Quindi sì all’assunzione di acqua, sempre e comunque. Ma il tipo di acqua che si sceglie può fare la differenza, anche in termini di benessere?

L’acqua può infatti essere “dolce” o “dura” a seconda del livello di minerali che contiene. L’acqua dura presenta livelli più elevati di calcio, magnesio e altri minerali, mentre l’acqua dolce ha invece basse quantità di minerali e in generale una discreta quantità di sodio (sale). Sia l’acqua dolce sia quella dura sono considerate sicure da bere, ma ci sono comunque delle differenze fra le due.

Vediamo di capire quali sono le diversità e se l’acqua he sgorga dai rubinetti di casa nostra è dolce o dura.

Come è la mia acqua?

I gestori dell’acqua potabile di ogni comune mettono a disposizione dei cittadini dei veri e propri “identikit” dell’acqua potabile che arriva nelle nostre case, dove sono indicati con precisione i livelli di tutti gli elementi contenuti. Oltre a questo documento, però, si può capire anche in maniera empirica a quale tipologia appartiene l’acqua domestica. I primi segnali che l’acqua sia dura sono rappresentati dal fatto che, quando ci si lava le mani con il sapone, si ha la sensazione di sentire la pelle leggermente “viscida”, ma soprattutto la presenza di acqua dura si nota su stoviglie e vestiti, che potrebbero apparire macchiati dopo il lavaggio. Un ulteriore segno del livello di durezza dell’acqua è la minore pressione dell’acqua quando, ad esempio, si fa la doccia: questo fenomeno potrebbe essere il risultato dell’accumulo di depositi di minerali nelle tubature. Se invece si vive in una zona dove l’acqua è dolce, si avranno bucato, piatti e bicchieri più puliti, senza tracce biancastre, una pressione dell’acqua ottimale e, quando la si beve, la percezione di un leggerissimo sapore di sodio.

Acqua leggera, perchè sì

Come dicevamo, sia l’acqua dolce sia quella dura sono generalmente considerate sicure da bere. Tuttavia, per moltissime categorie di persone – come i bambini o le persone anziane – un’acqua con il corretto apporto di minerali è la migliore in assoluto sotto il profilo nutrizionale. Un’acqua leggera (quindi dolce), infatti, è la scelta più adatta a meno che non ci siano precise indicazioni mediche al riguardo. Per avere la certezza di disporre di un’acqua simile, perfettamente bilanciata, un’ottima scelta è quella di installare a casa propria un purificatore a osmosi inversa, un apparecchio che si posiziona facilmente sotto il lavello della cucina.

I vantaggi di un purificatore d’acqua

Un purificatore a osmosi inversa – che si installa in poche mosse direttamente a casa propria, in pochissimo spazio – produce un’acqua della massima qualità, ideale da bere, anche per bambini e anziani, e perfetta per ogni preparazione culinaria. Inoltre l’acqua depurata tramite osmosi inversa è indicata per diete povere di sodio, per l’alimentazione infantile – può avere lo stesso pH del latte materno – e delle donne incinte o che stanno allattando. É acqua senza odori né sapori, con tutte le caratteristiche nutrizionali che il corpo richiede per idratarsi correttamente.

Tra l’altro, i gli impianti di purificazione più moderni sono in grado di reminealizzare l’acqua trattata con la giusta quantità di sali minerali, la quantità più adatta al nostro organismo.

Ancora, un purificatore d’acqua è una garanzia di salute, perché ripulisce l’acqua fino a quasi il 100%, senza sprechi e senza l’utilizzo di altri componenti chimici, eliminando le sostanze nocive dell’acqua come, ad esempio, metalli pesanti, nitrati, pesticidi, insetticidi, sedimenti, ecc. Proprio per questa ragione, perchè l’acqua è vita e deve essere la migliore possibile, un sistema di depurazione rappresenta l’investimento di salute più importante che si possa fare per se e la propria famiglia.

 

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Quali sono le differenze tra acqua filtrata e acqua purificata?

Spesso, per comodità, si tende a sovrapporre la definizione di acqua filtrata con quella di acqua purificata. Ma non si tratta della stessa cosa. La differenza sostanziale è che tutta l’acqua purificata è filtrata, mentre non tutta l’acqua filtrata è pura.

Cosa si intende per acqua filtrata?

Filtrare l’acqua è un trattamento facile ed economico, che però non rende l’acqua pura al 100%. La filtrazione di base rimuove calcare e residui di eventuali corpi estranei rilasciati da condutture non in perfetto stato. La filtrazione non è in grado di bloccare eventuali elementi disciolti come i minerali naturali e i metalli pesanti nocivi. Ancora, questo sistema non utilizza la sterilizzazione attraverso UV: si tratta di raggi ad alta intensità che uccidono o disattivano tutti i microrganismi patogeni come batteri o virus.

Cos’è l’acqua purificata?

Sebbene l’origine dell’acqua purificata sia la stessa dell’acqua filtrata, la prima è una versione decisamente migliore della seconda. Il metodo con cui si produce l’acqua purificata è molto più complesso rispetto alla normale filtrazione. I processi sono all’avanguardia, come nel caso dell’osmosi inversa, un trattamento che riesce ad eliminare la quasi totalità di elementi indesiderati dall’acqua destinata al consumo. Tra l’altro, molti purificatori a osmosi inversa per uso domestico hanno anche una lampada UV per sterilizzare ciclicamente l’acqua prodotta.

Perché l’acqua purificata è la migliore da bere?

Sono diversi i motivi per cui è consigliabile installare a casa propria un purificatore d’acqua. Vediamo i principali.

Salute

Siamo quello che mangiamo, ma anche quello che beviamo. Ecco perchè bere acqua purificata, libera da ogni potenziale inquinante, è un regalo che facciamo alla nostra salute e a quella dei nostri cari. Tra l’altro l’acqua purificata, perchè è leggera e ha un ph ottimale, migliora la bellezza: fa infatti bene a pelle e capelli, che saranno più giovani e luminosi.

Mineralizzazione

Nei moderni impianti di purificazione sono previsti degli appositi sistemi che remineralizzano l’acqua trattata con la giusta quantità di sali minerali, la quantità più adatta al nostro organismo.

Gusto e odore

Aggiunta di minerali e rimozione di cloro: entrambi motivi che conferiscono all’acqua purificata un odore e un sapore decisamente più gradevole.

Purezza

Nei sistemi di purificazione dell’acqua vengono rimossi tutti i microbi, come batteria funghi, alghe nonché tutti i principali inquinanti: si tratta di un’acqua pura, sana, indicata anche nella dieta di bambini e anziani.

 

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Osmosi inversa vs filtri a carbone

In commercio ci sono tantissimi prodotti che promettono di trattare l’acqua destinata al consumo umano. Tra i più diffusi ci sono sicuramente i purificatori a osmosi inversa e i filtri a carbone: cerchiamo di capire quali sono le principali differenze in termini di funzionamento e performance. Comprendendo le differenze tra un filtro per l’acqua e l’osmosi inversa, si può essere correttamente informati e scegliere di conseguenza il sistema di filtraggio dell’acqua più adatto alle proprie esigenze e quelle della propria famiglia.

Cos’è l’osmosi?

I purificatori d’acqua a osmosi inversa utilizzano un principio esistente in natura che consente di abbattere i potenziali contaminanti presenti nell’acqua che sgorga dai nostri rubinetti. L’osmosi è un processo naturale fondamentale per la nostra vita e per quella di tutti gli esseri viventi. L’osmosi, in termini molto semplici, è il passaggio di un solvente attraverso una membrana da una soluzione con una bassa concentrazione di soluto a una soluzione con un’alta concentrazione di soluto. Il fluido che passa attraverso una membrana in osmosi è solitamente acqua. La membrana deve essere semipermeabile, nel senso che deve consentire il passaggio di alcune molecole ma non di altre. I soluti sono tutte le sostanze disciolte nella soluzione su entrambi i lati della membrana. L’osmosi prosegue fino a quando le soluzioni su entrambi i lati della membrana raggiungono uno stato di equilibrio.

Cosa è l’osmosi inversa?

L’osmosi inversa ribalta completamente il processo illustrato prima. Nell’osmosi inversa, si ha una soluzione con un’alta concentrazione di soluti che viene forzata attraverso una membrana semipermeabile a una soluzione con una bassa concentrazione di soluti. Nell’osmosi inversa, per forzare un solvente attraverso una membrana è necessaria una forza esterna maggiore della pressione osmotica.

L’osmosi inversa viene utilizzata principalmente per ridurre il numero di contaminanti nell’acqua. Per fare un esempio pratico: abbiamo dell’acqua che contiene un alto numero di contaminanti (magari i residui lasciati nell’acqua da tubature vecchie e sporche). Si forza quell’acqua attraverso una membrana semipermeabile che consente soltanto al liquido “ripulito” di attraversarla, mentre gli inquinanti restano tutti intrappolati. Si ottiene così un’acqua pura, leggera, sana.

Che cos’è un filtro per l’acqua?

In commercio esistono diversi modelli di filtri destinati a trattare l’acqua: la maggior parte contengono carbone attivo e funzionano in maniera differente rispetto all’osmosi inversa. Il carbone utilizzato in questi tipi di filtri viene trattato con ossigeno così da aumentarne la superficie, formando una barriera che intrappola i contaminanti attraverso un processo chimico noto come adsorbimento.

Sistemi a confronto

La maggior parte delle persone interessate a installare a casa propria un sistema di trattamento dell’acqua potabile desidera sapere quale sia più efficace e perchè. Vediamo quindi cosa riescono a rimuovere efficacemente i diversi sistemi.

In generale, i filtri a carbone attivo sono utili nel rimuovere i composti organici, ma non sono efficaci nel ridurre altri contaminanti. Questi includono minerali come calcio e magnesio che causano durezza dell’acqua, metalli pesanti come piombo, sali, fluoro o microbi. Pertanto possiamo dire che i filtri a carbone attivo servono per eliminare dall’acqua:

  • composti organici volatili (VOC) e altre sostanze chimiche come solventi, olio combustibile, bifenili policlorurati (PCB), diossine, radon
  • alcuni erbicidi, pesticidi e contaminanti organici.
  • disinfettanti come il cloro utilizzati nel trattamento dell’acqua.
  • sostanze che danno cattivo gusto e odore all’acqua

I sistemi a osmosi inversa, invece, hanno la capacità di trattenere molte più tipologie di inquinanti potenzialmente presenti nell’acqua. Ad esempio, un purificatore a osmosi inversa eliminerà per sempre dall’acqua che sgorga dal rubinetto del lavello in cucina:

  • sali e nitrati
  • metalli pesanti come rame e piombo
  • minerali che rendono l’acqua dura
  • elementi pericolosi come l’arsenico
  • prodotti chimici organici come il fluoro
  • protozoi come Giardia e Cryptosporidium.
  • virus come l’epatite A, il norovirus e il rotavirus.
  • batteri come Salmonella, Shigella ed E. coli.
  • sostanze chimiche organiche e solventi

 

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Impianto a osmosi inversa a casa propria, perchè è la scelta giusta

Sappiamo tutti che l’acqua è la risorsa più preziosa che sia sulla Terra, e che proprio perchè non è infinita va utilizzata con rispetto e attenzione. Allo stesso modo, siamo tutti consapevoli – anche se si tende a darlo per scontato – che l’acqua sia essenziale per vivere in salute. Già queste sono ottime ragioni per considerare una priorità l’acqua che beviamo a casa e che utilizziamo, con la nostra famiglia, per tutti gli usi in cucina. Nel nostro Paese l’acqua dell’acquedotto è controllata, sicura e potabile: ma è davvero la migliore possibile? Pur nel rispetto di tutto le normative, l’acqua pubblica può contenere cloro – necessario alla disinfezione – così come metalli o potenziali sostanze sgradite rilasciate da tubature o impianti. Tutti elementi che ne possono alterare il gusto e l’odore, rendendo l’acqua che sgorga dal rubinetto non esattamente appetibile. Sono alcuni dei motivi, solo per citarne alcuni, che spingono a valutare l’installazione a casa propria di un sistema di purificazione dell’acqua domestica, meglio ancora se a osmosi inversa. Si tratta questa di una tecnologia “naturale” che  ripulisce l’acqua fino a quasi il 100%, senza sprechi e senza l’utilizzo di altri componenti chimici. Questi dispositivi mettono in pratica la tecnologia dell’osmosi inversa, che è il processo che ottiene la depurazione dell’acqua attraverso un gioco di pressioni che fanno sì che il liquido con maggiore concentrazione si filtri attraverso una membrana con dei piccoli pori che trattengono le particelle inquinanti. In questo modo, si eliminano  le sostanze nocive dell’acqua come, ad esempio, metalli pesanti, nitrati, pesticidi, insetticidi, sedimenti, ecc. E, grazie, all’importanza che ha l’acqua nelle nostre vite, questi sistemi di depurazione rappresentano dei grandi alleati e degli ottimi investimenti per la nostra salute nel corto, medio e lungo periodo.

Dove si installa il purificatore

I moderni impianti di purificazione ad uso domestico occupano pochissimo spazio e attraverso il processo dell’osmosi inversa producono migliaia di litri di acqua pura giornalmente. Questi dispositivi si installano facilmente sotto il lavello della cucina e senza bisogno di lavori. Inoltre, le migliori aziende includono anche un servizio tecnico proprio per assicurare che l’installazione sia corretta e che la manutenzione periodica garantisca una lunghissima vita all’impianto stesso. In più, si tratta di sistemi silenziosi, sicuri e altamente performanti. Nessuno spreco, massima resa per qualsiasi esigenza anche di budget.

I principali vantaggi per la salute, il budget familiare e l’ambiente

I vantaggi di installare a casa propria un purificatore a osmosi inversa sono evidenti. Innanzitutto si ha la certezza di avere acqua potabile sana, leggera, remineralizzata in modo corretto e, con alcuni apparecchi, anche sterilizzata con una speciale luce UV. L’acqua che così sgorga dal rubinetto della cucina – che può anche essere fredda o frizzante –  è quindi la migliore per il consumo della famiglia e degli animali domestici, per cucinare, preparare tè e caffè in quanto è completamente priva di potenziali contaminanti e perciò inodore e insapore. Per queste sue caratteristiche, è anche la più rispettosa della pelle e quindi perfetta per i primi bagnetti dei bebè.

Anche per quanta riguarda l’aspetto economico si tratta di un investimento che si ripaga in brevissimo tempo. Basta fare qualche semplice calcolo: una famiglia di tre persone consuma almeno 4-5 bottiglie di acqua al giorno, una spesa che in un anno si trasforma in un costo davvero significativo (e pure scomodo e faticoso, dato che bisogna trasportare e poi stoccare le bottiglie…). Un costo che può velocemente essere ammortizzato e poi azzerato installando un sistema di purificazione dell’acqua direttamente in cucina.

Infine, quella del purificatore d’acqua domestico è una scelta ecologica: conosciamo tutti gli effetti disastrosi del rilascio della plastica nell’ambiente. Evitare di acquistare bottiglie in plastica è già un grandissimo passo in avanti per la tutela del nostro Pianeta.

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Accessori per l’osmosi inversa, ecco i termini “tecnici” per comprendere come funziona l’impianto

Come ogni elettrodomestico, anche i purificatori a osmosi inversa hanno la loro “terminologia” tecnica, che non tutti – giustamente – conoscono o sono in grado di capire senza una spiegazione. Ecco perchè è importante fare chiarezza, illustrando in modo semplice quali sono gli elementi principali di questi sistemi e i loro accessori.

Come funziona un impianto a osmosi inversa

L’osmosi inversa è un processo fisico che inverte il meccanismo naturale dell’osmosi per cercare di trattenere le sostanze solide disciolte nell’acqua e ottenere acqua pura. La chiave di questo processo sta nella membrana semipermeabile, una membrana commercializzata in diversi formati e materiali. Grazie ai suoi microscopici pori, questa membrana è capace di trattenere fino al 99,99% delle sostanze presenti nell’acqua (dai batteri e i virus fino ai resti di medicinali e alle particelle di ogni potenziale inquinante).

Il ruolo della pressione dell’acqua

Però, affinché l’osmosi inversa possa funzionare adeguatamente, è necessaria una pressione sufficiente. L’osmosi è un processo fisico che ha bisogno di invertire la pressione osmotica per far passare l’acqua attraverso la membrana. L’unità di misura della pressione è il bar e, per conoscere la pressione dell’acqua di entrata basta usare un manometro, un piccolo apparecchio disponibile in ogni negozio di ferramenta.

Gli impianti ad osmosi inversa lavorano con una determinata pressione minima e massima (in particolare è importante conoscere la pressione dell’acqua di entrata). Nel caso in cui la pressione dell’acqua sia insufficiente, sarà necessario installare una pompa elettrica che assicuri che la pressione sia adeguata per il funzionamento dell’apparecchio. E, se invece la pressione fosse troppo alta, sarà necessario installare un regolatore di pressione per ridurla. Questa valvola serve per proteggere il sistema di filtrazione grazie alla limitazione della pressione e la riduzione dei “colpi di ariete” (cambi repentini della pressione dell’acqua che possono danneggiare l’impianto). Se la pressione è molto alta e non si controlla, la valvola di entrata dell’impianto non si chiude e, per questo, continuerà a richiamare acqua dallo scarico.

Cosa sono il TDS e gli altri accessori

Proseguendo l’esplorazione dei sistemi di purificazione a osmosi inversa e dei loro accessori, una nota a parte va riservata al TDS. Si tratta di un apparecchio che serve a misurare la quantità di solidi disciolti nell’acqua (l’unità di misura sono in parti per milioni, ppm). Ci sono impianti che lo hanno già integrato, ma si può anche acquistare come accessorio extra. Perchè è utile? Perché indica la qualità dell’acqua, in particolare se contiene la giusta quantità di minerali necessari alla salute. Esistono degli impianti a osmosi inversa che già dispongono di un remineralizzatore nel caso l’acqua fosse eccessivamente “leggera”, ovvero scarica di preziosi sali minerali.

Altri elementi che fanno parte dell’universo degli impianti di purificazione a osmosi inversa sono i tank o depositi di accumulo, che servono per conservare l’acqua trattata, e i rubinetti a tre vie, che sostituiscono i normali rubinetti della cucina consentendo – senza effettuare altri buchi – di utilizzare con un unico comando sia l’acqua purificata – anche fredda e gasata – sia quella dell’acquedotto. Insomma, ogni esigenza richiede una risposta – e un purificatore d’acqua – su misura.

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Purificatori a osmosi inversa: quali sono le differenze fra pressurizzato, diretto o non pressurizzato?

L’obiettivo finale è sempre uno, ovvero poter avere a casa propria, sempre, un’acqua pura, leggera, di massima qualità e completamente priva di possibili inquinanti. E’ questa la ragione che spinge un numero crescente di italiani a scegliere di installare a casa propria un purificatore a osmosi inversa, ovvero il sistema più performante (e naturale) per trattare l’acqua da utilizzare per il consumo quotidiano di tutta la famiglia. Però non è sempre immediato districarsi fra i vari modelli e prodotti: ad esempio, è facile fare un po’ di confusione fra purificatori a osmosi inversa pressurizzati, diretti o non pressurizzati. Vediamo di fare chiarezza evidenziando le principali differenze in termini di performance, resa e spesa.

PRESSURIZZATO
In questo sistema, il serbatoio è un contenitore ad aria compressa con dentro un palloncino, proprio come quelli di gomma che si dilatano e si restringono. Solo che, a lungo andare, la gomma può rilasciare polimeri tossici o dare un cattivo sapore.

Svantaggi

  • Funzionamento. In questo sistema l’acqua depurata entra nel palloncino all’interno del serbatoio, che quindi si dilata. Quando l’acqua viene erogata, il palloncino si restringe. Il palloncino è pertanto sempre sotto pressione. Più si riempie, più aumenta la pressione e l’acqua fa sempre più fatica ad entrare. Questo processo fa sì che la qualità dell’acqua depurata diminuisca man mano che il serbatoio si riempie. L’acqua scartata perciò aumenta: per ogni litro di acqua depurata prodotta ne vengono eliminati tra gli 8 e i 13 litri
  • Qualità. La prima acqua prodotta è buona, poi gradualmente diminuisce di qualità. Ogni volta che si preleva solo un bicchiere si fa lavorare l’impianto nelle condizioni più faticose, ottenendo acqua di minore qualità che tutte le volte verrà aggiunta al serbatoio
  • Igiene. Possibilità di carica batterica perché il serbatoio è sempre chiuso e non può essere pulito e disinfettato. La lampada sterilizzatrice è assente
  • Ristagno. L’acqua entra ed esce dallo stesso punto, con scarso ricambio
    Lentezza. Il ricambio d’acqua del serbatoio molto lento

Vantaggi

  • Semplicità. E’ un sistema facile, funzionale ed economico
  • Storia. Anche se si tratta di impianti ormai obsoleti, hanno fatto la storia della depurazione a osmosi domestica
  • Economicità. I prezzi sono competitivi

DIRETTO
Si tratta di una soluzione generalmente non consigliata. Questo perché l’osmosi inversa è un processo lento, che per funzionare al meglio e garantire buoni risultati deve rispettare i range di funzionamento della membrana osmotica. Servono infatti una determinata pressione e una certa velocità di flusso che ne lavi la superficie. All’aumento della pressione sulla membrana deve aumentare la velocità di flusso e di lavaggio.

Svantaggi

  • Durata. Nell’impianto a produzione diretta viene aumentata molto la pressione sulla membrana e limitata tantissimo la velocità di flusso. Questo fa sì che molta più acqua passi dalla membrana, aumentando la produzione ma a discapito della qualità dell’acqua e della durata dell’apparecchiatura, sottoposta a grandi sforzi
  • Quantità. La quantità di acqua prodotta è molto bassa e dal rubinetto esce un flusso minimo
  • Qualità. Per soddisfare le esigenze, i costruttori inseriscono un bypass per miscelare acqua depurata con acqua non depurata pertanto o la quantità dell’acqua è molto bassa o la qualità è scarsa
  • Sali. Acqua povera di sali
  • Costo. Le spese di gestione rischiano di essere elevate

Vantaggi

  • Minimo ingombro. E’ una soluzione consigliata solo per i piccoli spazi

NON PRESSURIZZATO
E’ la tecnologia che riguarda i modelli più recenti e dalle migliori prestazioni.

Vantaggi

  • Performance. E’ un apparecchio ideale per la casa: la membrana può produrre goccia a goccia senza sforzo
  • Qualità costante. L’acqua prodotta è sempre della stessa qualità, dalla prima all’ultima goccia
  • Acqua pura. L’ingresso e l’uscita dell’acqua avvengono da punti diversi: il movimento fa sì che l’acqua non sia mai stagnante
  • Igiene. Presenza di lampada UV sterilizzatrice e, per alcuni modelli, anche di post-filtro remineralizzatore che reintegra i sali minerali
  • Tecnologia. I prodotti migliori sono quelli a controllo elettronico mediante un computer interno che permette lettura della qualità dell’acqua, segnalazione malfunzionamenti, lavaggio automatico della membrana, il tutto via app
  • Costi. Il prezzo apparentemente più elevato si ammortizza nel tempo in quanto consumano meno acqua.

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